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Affronta la tua giornata con una sana risata

in divisa militare con tante medaglie, volto allungato, giovane, baffetti, capelli lisci con la riga alla sua destra

Francesco II di Borbone

(1958 – vivente), scrittore, saggista, critico musicale, sceneggiatore e regista italiano.

Aforismi di Francesco II di Borbone

  • I miei affetti sono qui. Io sono napoletano, né potrei senza grave rammarico dirigere parole d'addio ai miei amatissimi popoli, ai miei compatrioti. Qualunque sarà il mio destino, prospero od avverso, serberò per i napoletani sempre per essi forti ed ammirevoli rimembranze.
  • Raccomando ai napoletani la concordia, la pace, la santità dei doveri cittadini. Quando veggo i sudditi miei, che tanto amo, in preda a tutti i mali della dominazione straniera, quando li vedo come popoli conquistati... calpestati dal piede di straniero padrone, il mio cuore Napoletano batte indignato nel mio petto... contro il trionfo della violenza e dell'astuzia.
  • Io sono un principe italiano illegalmente spogliato del suo potere, è qui l'unica casa che mi è rimasta, qui è un lembo della mia patria, qui sono vicino al mio Regno ed ai sudditi miei.
  • Vengono chiamati assassini e briganti quegli infelici che difendono in una lotta diseguale l'indipendenza della loro patria e i diritti della loro legittima dinastia. In questo senso anche io tengo per un grand'onor di essere un brigante! Io sono Napolitano!
  • Ho preferito lasciare Napoli, la mia propria casa, la mia diletta capitale per non esporla agli orrori di un bombardamento.
  • Ho creduto di buona fede che il Re di Piemonte, che si diceva mio fratello, mio amico.
  • Se la Provvidenza nei suoi alti disegni permetta che cada sotto i colpi del nemico straniero... mi ritirerò con la coscienza sana... farò i più fervidi voti per la prosperità della mia patria, per le felicità di questi Popoli che formano la più grande e più diletta parte della mia famiglia.
  • Voi sognate l'Italia e Vittorio Emanuele, ma purtroppo sarete infelici.
  • I napoletani non hanno voluto giudicarmi a ragion veduta.
  • Ad essi rimarranno solo gli occhi per piangere.
  • Le iniquità della Storia non resteranno impunite.
  • Non mi strappano il Regno le discordie intestine, ma mi vince l'ingiustificabile invasione d'un nemico straniero.
  • Quando tornerete alle vostre famiglie, gli uomini d'onore s'inchineranno al vostro passaggio.

Troglodìta

Etimologia

Dal greco: troglodytes, composto di "trògle" caverna e "dyein" entrare.

Significato
  1. Uomo preistorico o primitivo che abita le caverne, soprattutto con riferimento a epoche preistoriche.
  2. Aborigeno africano che viveva nelle caverne.
  3. Per estensione, essere umano che abita o vive in locali e ambienti sotterranei o interrati, o comunque privi di luce e di aria: vivono in uno scantinato, come trogloditi.
  4. In senso figurato, persona incolta, incivile, rozza, molto arretrata sul piano culturale e scientifico: quell'uomo è un troglodita, non sa nemmeno parlare; non vedi come veste? In fatto di informatica, mi considero un troglodita.
Aggettivo

Trogloditico: relativo ai trogloditi, caverne, abitazioni trogloditiche. Rozzo, primitivo, incivile, con abitudini trogloditiche.

Sostantivo

Trogloditismo: modo di vivere dei trogloditi. Modo di vivere rozzo, primitivo, incivile.

Sinonimi
  1. Cavernicolo, uomo delle caverne, preistorico, primitivo.
  2. Bifolco, burino, buzzurro, cafone, cavernicolo, incivile, primitivo, selvaggio, uomo delle caverne, zoticone, maleducato, grossolano, incolto.
Contrari

Gentiluomo, signore, educato, civile, raffinato.

un cartello sulla porta: chiuso per scaramanzia

Eptacaidecafobia

Sostantivo

Etimologia

Il termine eptacaidecafobia deriva dal greco [ἑπτακαίδεκα] eptakaídeka = "diciassette" + [φόβος] phóbos = "paura".

Significato

L'eptacaidecafobia è la paura del numero 17. Il numero 17, in particolare abbinato al giorno venerdì, è ritenuto particolarmente sfortunato in Italia e altri paesi di origine greco-latina. Esistono diversi pregiudizi legati a esso, principalmente legati alla cultura popolare e alla superstizione. In particolare il venerdì 17 è una ricorrenza considerata particolarmente sfortunata, in quanto unione di due elementi, ognuno dei quali estremamente negativo: il Venerdì Santo (giorno della morte di Gesù) ed il numero 17 la cui nefandezza deriva dalla credenza che deriva dalla scritta che era comune sulle tombe dei defunti dell'antica Roma "VIXI" ("vissi", equivalente a "sono morto"), qualcuno ha notato poi che è l'anagramma di "XVII" che a sua volta rappresenta il numero 17 nel sistema di numerazione romano. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13 ma questa è un'altra storia.

una pletora di cornetti rossi

Gli italiani hanno paura del venerdì 17 una superstizione popolare legata alla tradizione latina, cattolica e greca

Superstizione che continua a generare infausti presagi ogni volta che si dà un’occhiata al calendario. Da una parte il venerdì, che nella tradizione cristiana rappresenta la morte di Gesù, avvenuta appunto il venerdì santo, dall’altra il 17, un numero che nella storia del mondo occidentale ha assunto diverse connotazioni negative.

Pablo Neruda

pseudonimo di Ricardo Eliecer Neftalí Reyes Basoalto
(1904 – 1973), poeta cileno. Premio Nobel per la letteratura.

Ti manderò un bacio

Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa in tutto quello che c'è di bello
Dimmi dove sei stanotte ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello che la primavera fa con i ciliegi.

 

Le patatine fritte combattono l’invecchiamento

Chi dice che fanno ingrassare e basta, dovrebbe fare quattro chiacchiere illuminanti con gli esperti, e scoprirebbe che le goduriosissime patatine fritte non solo non farebbero male alla dieta, ma addirittura sarebbero le paladine dell'anti-invecchiamento. A una condizione: devono essere rigorosamente fritte nell'olio extravergine di oliva.

Pablo Neruda

pseudonimo di Ricardo Eliecer Neftalí Reyes Basoalto
(1904 – 1973), poeta cileno. Premio Nobel per la letteratura.

Ode alla patata

Scoppietta
nell’olio
facendo bollire
l’allegria
del mondo:
le patate
fritte
entrano
nella padella
come innevate
piume
di cigno mattutino
e escono
semidorate dalla crepitante
ambra delle olive.

Il primo piano di due ragazzine indigene molto sorridenti

Autòctono

sostantivo maschile e aggettivo

Etimologia

Il termine autoctono deriva dal greco autókhthōn composto da autós = "stesso" + khthṓn = "terra".

Significato
  1. Autoctone sono quelle popolazioni che, per essere stanziate in un determinato territorio da epoca assai remota, si ritenevano nate dalla terra medesima (latino terrigĕnae). Il termine equivale, per il significato, ad aborigeno e indigeno
  2. Il termine autoctono è usato, nel linguaggio letterario, anche in senso estensivo: emblema della nobiltà autoctona (Carducci);
  3. Autoctone in biologia, sono le specie animali (e, alle volte, vegetali) originarie di un territorio.
  4. In psicologia, l'atto autoctono, quello che rientra nel fenomeno generale dell’automatismo, ed è determinato da irritazione interna di centri nervosi, senza intervento di eccitazioni periferiche.
  5. In geologia, un giacimento minerario autoctono, e, in pedologia, terreno agrario autoctono, sono quelli i cui costituenti si sono originati nel posto in cui tuttora si trovano.
Sinonimi

Aborigeno, indigeno, nazionale, originario, nativo

Contrari

Alienigeno, allogeno, forestiero, alloglotto, straniero

foto, enormi tralicci con cavi tra uno e l'altro, un traliccio ha la forma di una croceL'enorme sistema di antenne del Vaticano.

Broadcast

Sostantivo e aggettivo inglese, pronuncia: brodkast.

Etimologia

Il termine Broadcast è composto da Broad che deriva dal gotico brouþs = "distribuito al popolo" + cast che deriva dal norreno kasta = "lanciare".

Significato
  1. Il Broadcast è il sistema di trasmissione radiofonica o televisiva in cui una singola stazione emittente, invia lo stesso segnale a varie riceventi.
  2. In informatica, il broadcast è l'invio di un messaggio elettronico a tutti gli utenti della rete cui si è collegati.
  3. Viene definito Broadcasting la diffusione di programmi radiotelevisivi da una singola stazione emittente alle varie riceventi tramite ripetitori distribuiti sul territorio.
  4. Viene definita Broadcaster l'emittente radio-televisiva stessa.

Esopo

busto in marmo del persoaggio capelli ricci viso allungato barba riccia

Esòpo è stato uno scrittore greco antico, contemporaneo di Creso e Pisistrato (VI secolo avanti Cristo), noto per le sue favole. Le sue opere ebbero una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt'oggi estremamente popolari e note.
(620 avanti Cristo circa – Delfi, 564 avanti Cristo)

Versione latino

Non bene pro toto libertas venditur auro

Analsi del testo

Non vi è oro che basti a pagare la libertà

Nella favola del cane e il lupo, quest'ultimo preferisce soffrire la fame piuttosto che farsi mettere il collare. Questo detto parla di priorità.

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