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Il 5 febbraio 1991 debutta nei negozi [Innuendo], ultimo album dei Queen al completo

Siamo nella primavera del 1989 (31 anni fa). Sono appena terminate le fatiche dell'album: The Miracle, che già miete i primi successi nelle classifiche europee, quando i Queen si ritrovano nuovamente al lavoro in sala di registrazione. Qualcosa però non va ed è necessario rimandare le prove.
Il frontman appare provato e smagrito rispetto ai mesi precedenti, ma i suoi compagni e il mondo non conoscono le ragioni del suo stato. Ignorano che due anni prima ha scoperto di essere sieropositivo al virus HIV, degenerato proprio in quel frangente in AIDS conclamato.
Alla stampa che già avanza i primi sospetti sul suo stato di salute, individuato come la causa del mancato tour per il disco precedente, il cantante originario dello Zanzibar obietta che è stata una scelta voluta per rompere una lunga routine.
A novembre dello stesso anno, alla ripresa delle prove per il nuovo album, gli altri vengono messi al corrente della verità: questa potrebbe essere l'ultima volta che si ritrovano tutti assieme a incidere in studio. Brian May alla chitarra, John Deacon al basso, Roger Taylor alla batteria, Mercury con la sua voce che non conosce confini.
Ecco perché nelle 12 canzoni di Innuendo, a cominciare dalla title track, viene messa un'energia particolare, intrisa da una palpabile malinconia per un cammino che sta per giungere al termine. Sul piano delle sonorità si torna in parte alle origini, abbandonando il genere "dance-rock" per il rock puro degli anni '70, qui portato a piena maturazione.
S'inizia con il brano che dà il titolo all'opera e mescola più stili, dall'hard rock al flamenco, affidato alla chitarra di Steve Howe (del complesso Yes); si chiude con la struggente The Show Must Go On che a molti appare, erroneamente, un testamento spirituale della band.
Il 5 febbraio 1991 (29 anni fa), il quattordicesimo album dei Queen, prodotto dallo stesso gruppo e da David Richards, debutta nei negozi con una copertina d'autore che richiama i disegni dell'illustratore ottocentesco J.J. Grandville, i cui personaggi immaginari ricompaiono nel video del singolo Innuendo. Il disco non ci mette molto a balzare ai primi posti delle classifiche di mezza Europa, mentre molti critici lo giudicano il miglior lavoro della band britannica.

Circa dieci mesi più tardi, il 23 novembre Mercury annuncia al mondo la sua malattia. Il giorno dopo muore tra lo sconforto di milioni di fan e di artisti amici come Elton John. Solo dopo la sua scomparsa si viene a scoprire che negli ultimi mesi, ridotto ormai allo stremo delle forze, ha registrato alcune tracce vocali (come A Winter's Tale, You Don't Fool Me e Mother Love) incluse nell'album Made in Heaven pubblicato nel 1995. Lo "show" è andato avanti ma non senza la sua voce immortale.

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