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Venerdì, 13 Dicembre 2013 08:42

#Medicina, #Staminali: Stamina foundation, non se ne può più - Lorenzin renda noto il protocollo di #Vannoni

Scritto da  ANTONIO LUZI *
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Vannoni presidente di Stamina Foundation ad una manifestazione

L’ultima puntata della serie la “Stamina” inizia con una lettera/appello che un autorevole personalità, il direttore del Laboratorio di cellule staminali alla Sapienza di Roma, Paolo Bianco, ha inviato attraverso un giornale, al ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

L’appello parte dalla considerazione che il Tar della Regione Lazio ha recentemente accolto il ricorso del presidente della Fondazione Stamina, Davide Vannoni, contro la Commissione Scientifica nominata dal ministro ai fini di valutare il metodo Stamina.

Bianco nel suo appello scrive che da un lato i rilievi emersi dalla Commissione e, dall’altro, il metodo da utilizzare siano a tutt’oggi “segreti” in quanto il ministro è obbligato ad un “contratto di riservatezza”.

Secondo Bianco questi accordi di riservatezza non possono vincolare il ministro per varie ragioni.

La prima è che ci si trova di fronte ad un accordo di diritto privato, che essendo stato sottoscritto dai membri della Commissione non produrrebbe, a parere di Bianco, alcun effetto di vincolo su eventuali decisioni che il Ministro volesse assumere.

La seconda è che in questa particolare circostanza la sperimentazione non è finanziata da un privato, il che potrebbe avere il diritto alla riservatezza su componenti della sperimentazione che siano originali e che possono configurare una “proprietà intellettuale”, ma è finanziata dallo Stato che ha tra i suoi scopi la trasparenza , la chiarezza e l’informazione al pubblico.

Questa infatti è la motivazione che sta alla base dei lavori della Commissione, fare chiarezza in forma trasparente su un metodo terapeutico.

Infine Bianco ricorda, che nel caso in cui ci sia una proprietà intellettuale, che l’accordo di segretezza tutelerebbe, questa ultima si protegge con l’uso dei brevetti ed in questo caso, sulla Stamina, non c’è alcun brevetto.

Infine il professor Bianco chiede al ministro Lorenzin cosa ci sia di tanto segreto nel materiale in possesso della Commissione, ed invita il ministro a rendere noto il protocollo Stamina ed i rilievi fatti dalla Commissione.

A tutto ciò il Lorenzin ha risposto dicendo che si è consultata con l’ufficio legale del ministero il quale alla sua domanda, se fosse possibile pubblicare immediatamente i dati della Commissione, ha risposto che ciò non è possibile dato il vincolo di riservatezza fatto firmare dalla Stamina Foundation.

Il ministro ha aggiunto che ovviamente lei ed il ministero sono vincolati ma non lo è la Stamina Foundation, che “può in ogni momento rendere pubblico il metodo, soprattutto alla luce del fatto che ci sono altri modi per proteggere il loro investimento finanziario”.

Sembra come sempre d’altra parte il solito cane che si morde la coda.

Era molto tempo che non ci occupavamo della questione “Stamina” sperando che, nel silenzio rispettoso dei diritti dei malati, fosse iniziata la fase di sperimentazione e si potesse finalmente arrivare a dire una parola certa sull’efficacia di questo metodo.

Invece siamo apparentemente da capo a dodici, come si dice dalle mia parti.

Nessuno sa esattamente cosa sia il metodo, la comunità scientifica internazionale continua a dire che non ha alcun carattere di scientificità, mentre al contempo negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli studi e le pubblicazioni scientifiche sull’uso delle stamine in vari campi.

In Italia formiamo faticosamente una Commissione i cui i nomi dei membri che ne fanno parte, se ben ricordo, sono stati frutto di una mediazione fra i vari attori coinvolti, cosa che mai accadrebbe all’estero in cui le commissioni sono per definizioni super partes, e non possono essere concordate con il parere vincolante di chi ha un interesse specifico in gioco.

Ancora una volta infine nel nostro disastrato Paese le questioni su di un problema scientifico sono demandate alle decisioni che assume un TAR, ossia un Tribunale Amministrativo Regionale che è, nell'ordinamento della Repubblica italiana, un organo di giurisdizione amministrativo, competente cioè a giudicare sui ricorsi proposti contro atti amministrativi da privati che si ritengono lesi (in maniera non conforme all'ordinamento giuridico) in un proprio interesse legittimo.

E come direbbe un noto politico, che ci azzeccano i Tar con un problema scientifico di una valutazione sull’efficacia di un metodo terapeutico?

Nel contempo l’indecisione regna sovrana e costa vite umane, ed ancora una volta di più stiamo facendo una figura miserabile di fronte al mondo.

* pubblicato su vitadidonna.org con licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Letto 6402 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Dicembre 2013 08:58
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